Donne in terapia – Herriet Goldhor Lerner     

Recensione di Ida Melucci

Nonostante il libro sia stato scritto negli anni 90,  il suo contenuto è tutt’oggi straordinariamente attuale.  Durante la lettura ho spesso cercato una spiegazione al comportamento e ai problemi delle nuove generazioni applicando- nella mia ricerca di comprensione- le nozioni e gli esempi che la scrittrice riporta sia in termini di studio sia in esempi clinici reali e accuratamente descritti. Mi è stato subito chiaro quanto gli antichi problemi delle donne (e degli uomini) abbiano radici profonde e spesso inesplorate o comunque esplorate superficialmente che oggi continuano a manifestarsi nelle giovani generazioni e che solo apparentemente appaiono diversi da quelli delle generazioni che li hanno preceduti.

La prima parte del libro si concentra sulle teorie di inferiorità genitale.  L’argomento viene rivisto e sviluppato proponendo una visione alternativa e decisamente più ampia che si propone come soluzione alle dannose conseguenze causate dall’accettazione sociale degli stereotipi, dei ruoli pre-confezionati sessuali e sociali e dal patriarcato.

L’autrice ha un modo critico e costruttivo di sottolineare quanto gli studi psicoanalitici tradizionali abbiano regolarmente escluso una visione famigliare sistemica delle problematiche che nascono all’interno della famiglia, favorendo una visione dualistica tra madre-figlia o madre-figlio con il risultato di restringere il campo di comprensione e di efficacia nella risoluzione delle situazioni che ne derivavano. Il punto di vista dell’autrice è invece quello di auspicare modelli sistemici che tengano in considerazione tutti i componenti della famiglia comprese le generazioni passate.

Nella seconda parte l’autrice esplora la psicologia femminile attraverso la riformulazione delle diagnosi terapeutiche utilizzate nei confronti di comportamenti patologici attribuiti al genere femminile e lo fa sempre in modo costruttivo e decisamente più ampio rispetto alla letteratura scientifica del passato. Ad esempio il capitolo relativo a come l’atteggiamento di inferiorità, dipendenza e passività messo in atto dalle donne nei confronti dei loro partner maschili sia funzionale al più alto livello di successo dell’altro, un autentico atto di protezione del loro partner che avviene assumendo su se stesse la passività e la dipendenza che gli uomini tanto temono per se stessi all’interno di una relazione.

Alcuni esempi che ho trovato molto interessanti e che a parer mio sono tra i più facilmente riscontrabili nel comportamento sociale dei due generi sono quelli del diverso tipo di condizionamento che il genere femminile ha subito nei secoli. Il genere maschile, rileva la scrittrice, ha subito meno condizionamenti rispetto a quello femminile e questo ha generato un comportamento sociale dei maschi più autentico , scevro dal doversi giustificare e dal sentirsi giudicati, quindi più autorizzati  a prendere decisioni e fare scelte, mentre al genere femminile è stato imposto di apparire “fragili, deboli, indifese, non aggressive” generando uno squilibrio tra ciò che si è  e ciò che si deve essere nella società. Mortificando le vere se stesse le donne sono diventate vittime dei loro stessi comportamenti forzati, castranti, colmi di rabbia inespressa.

Il presente, cioè a trent’anni dalla stesura del libro, ci trova ad osservare generazioni di giovani donne che probabilmente si sentono più libere di manifestare la loro contrarietà, il loro dissenso la loro ricerca di cambiamento e la loro aggressività, ricalcando purtroppo modelli maschili che ancora, nonostante i piccoli passi di una evoluzione in corso, tendono a prevalere nella nostra società.

 

La lettura di “Donne in terapia” apre dei veri e propri canali di comunicazione all’interno della nostra mente e del nostro cuore, apportando  conoscenze ed esperienze, donandoci una lettura alternativa del  passato, al modo in cui siamo state educate ed addestrate, permettendoci di riprendere in mano il bagaglio della nostra vita e decidere, se lo desideriamo, di avere una visione diversa di noi stesse e delle donne di tutto il mondo.